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            <title><![CDATA[[2026-10-25] Laboratorio di Biologia Politica 🪲🦇🌿 @ Serra del Parco Delle Energie Ex Snia]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Laboratorio di Biologia Politica 🪲🦇🌿</h3><strong>Serra del Parco Delle Energie Ex Snia - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM</strong><br>(domenica, 25 ottobre 15:00)<br><img src="https://roma.convoca.la/media/66918ba379fa4b97d5656b4653a73e70.jpg"><p>🦠🍄🐝 CHE ORGANISMO MULTISPECIE SEI? 🐙🌿🦋<br><br><strong>Scoprilo al Laboratorio di Biologia Politica!</strong><br><br>📅 25 ottobre, ore 15:00<br>📍 Parco delle Energie, Roma<br><br>Porta le tue fattezze di umano e preparati a trasformarti verso una assemblea oltre-umana.<br><br>Come funziona?<br><br>Inizia tutto da una carta pescata da un mazzo speciale 🃏<br>Il resto lo fanno la sorpresa e la meraviglia 🤩 <br><br>Il programma del pomeriggio:<br>🫖 Tisanine, coccole e biscottini<br>🎭 Laboratorio costruzione maschere h 17.00<br>🎶 Musichette in vista del Climate Pride (14 novembre)<br><br>☕ Porta la tua tazza! Niente usa e getta.<br><br>Un pomeriggio soffice e creativo per salutare l’autunno insieme, ritrovarci intorno ai temi che ci importano e immaginare futuri in cui l’umano non è più l’unico sul pianeta. 🌱<br><strong><br>Hasta la simbiosi siempre! 💚</strong><br><br><a target="_blank" href="https://www.instagram.com/explore/tags/climatepride/">#climatepride</a> <a target="_blank" href="https://www.instagram.com/explore/tags/multispecie/">#multispecie</a> <a target="_blank" href="https://www.instagram.com/explore/tags/oltreumano/">#oltreumano</a> <a target="_blank" href="https://www.instagram.com/explore/tags/laboratorio/">#laboratorio</a> <a target="_blank" href="https://www.instagram.com/explore/tags/attivismoclimatico/">#attivismoclimatico</a></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[laboratori creativi]]></category>
            <pubDate>Sun, 25 Oct 2026 09:16:40 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La nuova generazione tarantina]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://jacobinitalia.it/wp-content/uploads/2026/10/ilva_is_a_killer_taranto_jacobin_italia-990x557.jpg">
<p>«Taranto libera!». Questo il grido di dolore della manifestazione organizzata da un gruppo di associazioni lo scorso 17 ottobre. Un grido che ha fatto rumore e che ha portato in piazza almeno 15.000 persone, nonostante il boicottaggio di tutti i media nazionali. Libera dagli oppressori. Libera da chi dice di pensare al futuro dei giovani del paese e poi legifera affinché i giovani scappino dall’Italia.</p>



<p>Taranto è una città da cui si scappa. Non per scelta, ma perché chi siede ai tavoli decisionali in tutti questi anni della vertenza Ilva ha prodotto solo decreti che hanno allungato l’agonia di una fabbrica che doveva chiudere già nel 2012, quando la giudice Todisco ordinò il sequestro delle aree a caldo dello stabilimento perché nocive per i lavoratori e le lavoratrici e per i cittadini e le cittadine. Quel grido era rivolto anche chi, nel movimento sindacale, si ostina a difendere la continuità produttiva, chiedendo che gradualmente la produzione possa passare a forni elettrici alimentati con il preridotto prodotto nei forni Dri (Direct Reduced Iron), nonostante sia noto quanto pericoloso per la salute umana continuare a produrre a carbone durante il tempo necessario (almeno 10 anni) per una tale trasformazione graduale.</p>



<p>Io sono un cassaintegrato della fabbrica a zero ore dal 2018. Già in precedenza però, nonostante l’azienda guidata allora dai Riva tra il 2008 e il 2009 si apprestasse a fare record di produzione, gli operai di alcuni reparti dell’area a freddo dell’Ilva di Taranto – principalmente tubificio e rivestimento tubi, ossia la stessa area che oggi tutti dicono che debba continuare a produrre – chiudeva e gli operai di quei reparti erano posti in cassaintegrazione. Alcuni di questi operai da allora non sono mai più rientrati in fabbrica.</p>



<p>Io sono stato più fortunato, avevo chiesto lo spostamento di reparto per altri motivi come ho raccontato nel libro <a href="https://edizionialegre.it/product/malesangue/">Malesangue</a>. Sono un operaio che è stato spostato in un reparto dell’area a caldo mentre i padroni facevano i soldi e a noi abbassavano il salario.&nbsp;</p>


	
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<p>La mia è una voce di chi oltre a sapere cosa significa essere un cassaintegrato può testimoniare anche cosa vuol dire beneficiare dei «contratti di solidarietà», ammortizzatore sociale che solitamente dovrebbe essere applicato in aziende con numeri modesti, dove è possibile fare una rotazione tra lavoratori e lavoratrici. Il concetto di fondo di questo ammortizzatore sarebbe «lavorare meno per lavorare tutti». Mi chiedo e vi chiedo, questo concetto è stato rispettato in Ilva dal 2014? Realmente tutti i lavoratori e le lavoratrici si sono alternati alla stessa maniera? E i capi questa rotazione l’hanno fatta? Non mi pare proprio. Anzi sono certo che non ci siamo alternati in modo equo, anche perché un’azienda come l’Ilva, grande due volte e mezzo la città di Taranto e con al suo interno tanti reparti uno diverso dall’altro, dove il rischio di farsi male è sempre in agguato e dove ci sono stati 11 morti sul posto di lavoro dal 2012 a oggi, questa rotazione equa è quasi impossibile.</p>



<p>Il mancato rispetto di questo principio la dice lunga su come negli ultimi vent’anni è stata gestita la vertenza tarantina. I soldi pubblici sperperati per i contratti di solidarietà potevano essere utilizzati per aziende più piccole, dove davvero la rotazione poteva essere applicata. Tutta la vicenda Ilva del resto ha prodotto aspettative e accordi mai rispettati fino in fondo, basti pensare all’accordo del 2018 che prevedeva il reintegro in fabbrica degli operai Ilva in Amministrazione straordinaria, di cui io faccio parte. Un reintegro che da contratto doveva avvenire tra il 2023 e il 2025 mentre ancora oggi io non conosco il mio futuro, non so di che morte devo morire. Nessuno ci sa dare spiegazioni né informazioni. Quello di cui io sono sicuro è che, in ogni caso, sono un esubero.</p>



<p>Anche se la fabbrica dovesse continuare a produrre a ciclo integrale infatti, con una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio, io operaio Ilva in As sarei comunque un esubero, così come lo sarebbero anche altri 2-3.000 operai di Acciaierie Italia, visto che per essere economicamente sostenibile il parametro che si dovrebbe rispettare tra produzione e forza lavoro impiegata è 1 milione di tonnellate di acciaio prodotto ogni 1.000 operai. Con 6 milioni di tonnellate prodotte servono quindi 6.000 operai.</p>



<p>Se la produzione da ciclo integrale dovesse invece trasformarsi in «decarbonizzata», con forni Dri e forni elettrici, questa trasformazione degli impianti – sempre che sia davvero tecnicamente possibile, cosa che dubito – potrebbe avvenire non prima di 10 anni. Ancora però non è dato sapere chi sarebbe in grado di garantire l’investimento economico necessario per questo cambio di tecnologia, né dove sono i progetti. In realtà al momento non esiste né un piano industriale né un piano ambientale.</p>



<p>Sicuramente però, se la produzione si dovesse trasformare con una nuova area a caldo con forni elettrici, io sarei comunque un esubero visto che da studi fatti risulta che il personale di cui questi impianti hanno bisogno è nettamente inferiore, ossia servirebbe un terzo della forza lavoro attuale, e allo stesso tempo si inquinerebbe di meno ma non si eliminerebbe il problema inquinamento che uccide i cittadini di Taranto e i suoi operai. Alla fine in questo modo la città morirebbe definitivamente sia a livello sanitario che a livello socioeconomico.</p>



<p>La «monocultura dell’acciaio» imposta a Taranto se negli anni Settanta e Ottanta ha effettivamente portato benessere ha poi prodotto il suo contrario: Taranto è sempre più spesso agli ultimi posti nelle graduatorie sulla qualità della vita. Per questo insistere su questa monocultura, anche se con termini come ambientalizzazione, decarbonizzazione e idrogeno, è un’ostinazione della maggioranza delle forze politiche e sindacali ma a cui non credono più nemmeno i padroni. Nessun acquirente si è fatto avanti e sono dieci anni che l’attività produttiva va avanti solo grazie a decreti e rinnovi delle prescrizioni ambientali.&nbsp;</p>


	
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<p>Nella realtà quindi, la decarbonizzazione non risolverebbe il problema dell’occupazione perché gli esuberi sarebbero comunque tanti, così come non risolverebbe fino in fondo la questione sanitaria. Per questo la grande manifestazione del 17 ottobre ha chiesto la bonifica della fabbrica a carico dello Stato. Secondo il principio europeo di «chi inquina paga», infatti, chi ha inquinato le nostre terre, il nostro mare e la nostra aria è lo Stato. Dal 1961 al 1995 in modo diretto con l’Italsider, di proprietà dell’Iri, poi con i vari Commissari e con gli aiuti di vario tipo agli imprenditori privati.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Del resto solo se le bonifiche le fa lo Stato, formando gli operai diretti e dell’indotto dell’Iva, avremo la garanzia che siano realmente eseguite. Abbiamo i migliori carpentieri del mondo per poter smantellare gli impianti, abbiamo i gruisti, i meccanici, i saldatori, i tecnici: tutta la forza lavoro necessaria. Solo se lo Stato si fa carico delle bonifiche io forse non sarò più un peso per la società e rientrerò nel mondo del lavoro.</p>



<p>Dall’aprile 2024 il Comitato Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, di cui faccio parte, l’Associazione Genitori Tarantini, il sindacato Lavoratori Metalmeccanici Organizzati (Lmo) e Tracce hanno dato vita a un nuovo soggetto: «L’onda del futuro». Un soggetto nato per ricompattare le realtà associative che, al di fuori della politica partitica, hanno continuato a lottare per la chiusura dello stabilimento e perché nessun lavoratore e nessuna lavoratrice di quella fabbrica perda il reddito. Abbiamo cercato, con la manifestazione del 17 ottobre, di riavvolgere il nastro che nel 2012 era riuscito a portare in piazza 30mila persone, con uno striscione a testa del corteo dove c’era scritto «Taranto libera». Questa volta lo striscione di apertura recitava: «Ci avete tolto tanto, ci prenderemo tutto».</p>



<p>I giovani di Taranto vogliono decidere il proprio futuro, riprendersi la libertà in una città colonizzata dalla fabbrica della morte ma anche da Eni, Marina militare e discariche di ogni tipo. La sentenza della Corte d’Appello che ha definito i 90 giorni per lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo e i ricorsi intentati dai commissari hanno impresso l’urgenza di rendere chiara la posizione delle realtà che in città si battono da anni per far prevalere il diritto alla salute sul profitto di una fabbrica mortale.</p>



<p>Il nostro obiettivo è smontare la narrazione mainstream, mostrare l’assoluta solidarietà verso ogni lavoratore e lavoratrice della fabbrica, dell’indotto, di tutte le categorie penalizzate, fino alle migliaia di disoccupate e precari che a Taranto devono scegliere se morire di fame o di lavoro, se restare o partire, se riprodursi o rassegnarsi a un’aridità imposta per il profitto altrui.</p>



<p>Nella settimana che ha preceduto il corteo invece si è perpetrato l’ennesimo abuso su tutte e tutti noi, esasperando la strategia della contrapposizione per far scoppiare una guerra sociale vera e propria: operai contro operai, operai contro cittadini e viceversa. Purtroppo a enfatizzare la crisi sociale come esito della probabilissima chiusura della fabbrica non sono stati solo i commissari, che lavorano per atti amministrativi e intese con il governo, ma anche le principali forze sindacali, che mi hanno anche impedito di prendere la parola per spiegare le nostre ragioni nell’assemblea di operai convocata davanti alla fabbrica.</p>



<p>Nonostante ciò, la manifestazione del 17 ottobre ha trovato un’enorme risposta dalla comunità tarantina e tanta vicinanza dalle lotte, vicine e lontane, che in presenza o con una marea di messaggi hanno reso pubblica la loro solidarietà alla città in corteo. Taranto è stanca, ha già dato tanto, merita di essere risarcita.</p>



<p>Come ribadito nel <a href="https://citynews-tarantotoday.stgy.ovh/~media/53219507668717/documento-manifestazione-17-10-26.pdf">documento politico</a> della manifestazione, la classe operaia e la cittadinanza sono unite: non si possono abbandonare i lavoratori dopo averli sfruttati, così come non si possono giustificare produzioni nocive per la salute umana in nome del lavoro. Se il lavoro deve essere dignitoso come ci raccontano, devono rispondere alla domanda che noi ci poniamo da anni: quanto è dignitoso un lavoro che uccide i lavoratori e i loro familiari?</p>



<p>Sabato 17 ottobre Taranto è stata un fiume in piena. Questa è stata la risposta che aspettavamo con trepidazione e finalmente è arrivata. Dritta al cuore.</p>



<p>C’era gente ovunque, con gli sguardi pieni di fiducia che incrociavano quelli di bambine e bambini, tantissime ragazze e ragazzi, tante compagne e compagni che avevano sfilato con noi nel 2012. È la nuova generazione tarantina che sa cosa vuole per gli anni a venire, che ha gli occhi aperti su un passato di cui non ha colpa e lo sguardo rivolto al futuro che vogliono costruire. Ce lo hanno raccontato in tanti modi, cartelloni, striscioni, poesie, disegni e musica. Una girandola di colori a cui Taranto ha tributato uno dei suoi tramonti meravigliosi.</p>



<p>*Raffaele Cataldi, nato a Taranto nel 1971, è un operaio dell’Ilva dal 1997, un allenatore di portieri di calcio e un ultras della squadra della sua città. È stato un militante sindacale della Fiom per poi fondare, insieme ad altri, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. È autore di Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto (Alegre, 2025).</p>





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            <category><![CDATA[ambiente]]></category>
            <category><![CDATA[articoli]]></category>
            <pubDate>Sat, 24 Oct 2026 10:25:07 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[24 ottobre, mobilitiamoci contro il nucleare]]></title>
            <description><![CDATA[di Ecoresistenze Il governo ha approvato la legge delega sul nucleare: fermiamoli! Mobilitiamoci su tutti i territori contro il ritorno del nucleare in Italia! &#160; Nella Giornata Internazionale Contro i Cambiamenti Climatici, il 24 ottobre, affermiamo chiaro e tondo che IL NUCLEARE È INSOSTENIBILE! Il Governo ha appena convertito in legge il quadro normativo per la reintroduzione del nucleare in]]></description>
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            <category><![CDATA[riarmo]]></category>
            <category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
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            <category><![CDATA[giornata internazionale contro i cambiamenti climatici]]></category>
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            <category><![CDATA[truffa ecologica]]></category>
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            <category><![CDATA[val vedello]]></category>
            <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 00:30:44 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Agroecologia e comunità rigenerative: a Bracciano una giornata di confronto tra giovani, agricoltori, scuole e istituzioni]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Sabato 24 ottobre dalle 9.30 alle 19.00 presso il Chiostro degli Agostiniani di Bracciano (RM), Navdanya International promuove un incontro dedicato alla resilienza dei territori, alla biodiversità e alla partecipazione delle comunità</strong>.</p>
<p>L’evento, intitolato <strong>“Agroecologia e Comunità Rigenerative – Reti di resilienza tra giovani, scuole, agricoltori e istituzioni”</strong>, conterà sulla presenza di esperti di agroecologia, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni giovanili e realtà agricole si confronteranno sulle sfide della transizione ecologica, tra esperienze locali e prospettive internazionali.</p>
<p>Come si costruiscono comunità capaci di affrontare le crisi ambientali, climatiche e sociali? Quale ruolo possono svolgere l’agroecologia, la tutela della biodiversità, l’educazione ecologica e la partecipazione dei cittadini nella rigenerazione dei territori? E come trasformare le esperienze di rigenerazione ecologica e sociale in processi collettivi, capaci di incidere sulle politiche pubbliche e sulle scelte che riguardano il futuro dei territori? Le risposte a queste domande già esistono e da tempo si sono trasformate in buone pratiche che attendono ora di essere tradotte in politiche concrete.</p>
<p>In un contesto internazionale segnato dall’aggravarsi della crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dalla crescente vulnerabilità dei sistemi alimentari, l’agroecologia rappresenta non soltanto un insieme di pratiche agricole sostenibili, ma anche una prospettiva di trasformazione ecologica, culturale e sociale. Un approccio che riconosce nella diversità biologica e culturale, nell’autonomia delle comunità e nella condivisione delle conoscenze le condizioni fondamentali per costruire sistemi alimentari e territori più resilienti.</p>
<p><strong>Dalle esperienze locali alle politiche nazionali e internazionali</strong></p>
<p>L’incontro nasce dalle esperienze che Navdanya International sviluppa attraverso il programma Terrae Vivae, i percorsi di educazione ecologica e Formazione Scuola Lavoro, il progetto “RiGenerAzione Ecologica – Cittadinanza e Partecipazione”, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e Officine Municipali, realizzato in collaborazione con il Comune di Bracciano e cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del PR Lazio FSE 2021–2027. Esperienze che mettono in relazione scuole, nuove generazioni, produttori agricoli e istituzioni, sperimentando forme di apprendimento, cooperazione e partecipazione attiva alla vita dei territori.</p>
<p>L’iniziativa, che gode del patrocinio del <strong>Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano</strong>, intende andare oltre la presentazione delle singole progettualità, aprendo uno spazio di confronto sulle condizioni necessarie per rafforzare le reti territoriali e collegare le esperienze locali alle strategie nazionali e ai processi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza alimentare come conferma la direttrice di Navdanya International, <strong>Ruchi Shroff</strong>: “Le buone pratiche che provengono dai territori sono di fatto laboratori da dove escono le proposte per la democraticizzazione e la sostenibilità dei sistemi alimentari anche a livello internazionale”.</p>
<p><strong>Giovani, biodiversità e partecipazione: il programma della giornata</strong></p>
<p>La mattinata, dalle 10.00 alle 12.30, sarà dedicata a “Giovani e territori”, uno spazio di confronto tra organizzazioni giovanili sul ruolo delle nuove generazioni nei processi di rigenerazione, nel quadro della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.00, il programma entrerà nel vivo con due conversazioni pubbliche dedicate alla resilienza dei territori e alla costruzione collettiva del cambiamento.</p>
<p>Particolare attenzione sarà riservata alla biodiversità agricola e alla sovranità dei semi, con l’intervento di <strong>Salvatore Ceccarell</strong>i, genetista agrario di fama internazionale, che approfondirà il rapporto tra diversità genetica, adattamento ai cambiamenti climatici e autonomia degli agricoltori.</p>
<p>Al confronto parteciperanno, tra gli altri, <strong>Caterina Batello</strong> presidente dell’Associazione Italiana di Agroecologia, <strong>Mara Cossu</strong> e <strong>Tiziana Occhino</strong> del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, <strong>Silvia Canali</strong> del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, <strong>Silvia Francescon</strong> dell’Unione Buddhista Italiana, il sindaco di Bracciano <strong>Marco Crocicchi</strong>, rappresentanti delle aziende agricole del territorio (Fattoria biologica Le Bricchiette, Fattoria Faraoni, Azienda Agricola La Argentina), del mondo della scuola (Istituto Agrario Salvo D’Acquisto, Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo) e delle organizzazioni giovanili (Rete delle Associazioni giovanili dalla mappatura del progetto RiGenerAzione Ecologica: Cittadinanza e Partecipazione) e della società civile (GASP – Gruppo di Assistenza e Solidarietà Popolare).</p>
<p>Interverranno inoltre <strong>Magdalena Ackermann</strong>, della società civile presso il Comitato ONU per la Sicurezza Alimentare Mondiale, e <strong>Ruchi Shroff</strong> di Navdanya International.</p>
<p>Una specifica sessione, “<strong>Territori in relazione: Bracciano–Tubas</strong>”, sarà infine dedicata alla cooperazione internazionale in agroecologia e alle prospettive di resilienza delle comunità, attraverso il collegamento tra il territorio di Bracciano e quello palestinese di Tubas.</p>
<p><strong>Un incontro aperto alla cittadinanza</strong></p>
<p>Durante l’intera giornata il Chiostro degli Agostiniani ospiterà esposizioni dei progetti educativi realizzati dalle scuole, la mostra artistica “<strong>Ars non dat Panem</strong>” del Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo, il <strong>contest fotografico</strong> organizzato da Terrae Vivae Youth, produttori locali, iniziative di scambio dei semi, giochi agroecologici e laboratori creativi per bambini e adulti. Nel chiostro del convento saranno allestiti degli stand da parte dei produttori, delle associazioni e del <strong>CRAS</strong> Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Lago di Vico.</p>
<p>L’iniziativa intende valorizzare la conoscenza e la partecipazione come strumenti concreti di trasformazione, favorendo nuove alleanze tra chi coltiva la terra, chi educa, chi studia, chi amministra e chi si impegna quotidianamente nella tutela dei beni comuni.</p>
<p>Un’occasione per mettere in relazione pratiche, saperi e politiche, nella convinzione che la rigenerazione dei territori non possa essere affidata esclusivamente a soluzioni tecniche, ma richieda processi democratici, cooperazione e comunità capaci di decidere insieme il proprio futuro.</p>
<p><strong>Informazioni e partecipazione</strong></p>
<p><strong>Evento</strong>: Agroecologia e Comunità Rigenerative – Reti di resilienza tra giovani, scuole, agricoltori e istituzioni</p>
<p><strong>Data</strong>: Sabato 24 ottobre 2026</p>
<p><strong>Orario</strong>: 9.30–19.00</p>
<p><strong>Luogo</strong>: Chiostro degli Agostiniani, <a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Umberto+I,+5+%E2%80%93+Bracciano%0D%0A++++++++(RM?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BUmberto%2BI,%2B5%2B%25E2%2580%2593%2BBracciano%250D%250A%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B(RM?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1792594154899000&amp;usg=AOvVaw1GcPSOSidp5_7GCRR09aum">Via Umberto I, 5 – Bracciano (RM</a>)</p>
<p><strong>Programma e modulo di adesione:</strong><br>
<a href="https://navdanyainternational.org/it/save-the-date-agroecologia-e-comunita-rigenerative/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://navdanyainternational.org/it/save-the-date-agroecologia-e-comunita-rigenerative/&amp;source=gmail&amp;ust=1792594154900000&amp;usg=AOvVaw3HxqJpnO6lEGhj9kyYEVf5">https://navdanyainternational.org/it/save-the-date-agroecologia-e-comunita-rigenerative/</a></p>
<p><strong>Contatti:</strong><br>
<a href="mailto:info@navdanyainternational.org">info@navdanyainternational.org</a><br>
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<p><a href="https://navdanyainternational.org/it/" target="_blank"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2026/10/OTTOBRE-2026-eco-agroecologia-820x461.webp"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/navdanya-international/">Navdanya International</a></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[europa]]></category>
            <category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
            <category><![CDATA[biodiversità]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
            <category><![CDATA[ecologia ed ambiente]]></category>
            <category><![CDATA[incontro agroecologia e comunità rigenerative]]></category>
            <category><![CDATA[reti di resilienza]]></category>
            <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:34:24 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il futuro del cibo si costruisce nei territori]]></title>
            <description><![CDATA[<h2>Le crisi climatiche, ecologiche e alimentari pongono una domanda sempre più urgente: come possono i territori tornare protagonisti del proprio futuro? Tra il confronto internazionale sulla sicurezza alimentare alla FAO e la COP31 sul clima, l’incontro promosso da Navdanya International il 24 ottobre a Bracciano porta al centro il ruolo delle comunità nella transizione ecologica. Attraverso agroecologia, biodiversità, educazione e partecipazione, scuole, giovani, agricoltori e istituzioni si confrontano su come trasformare le esperienze locali in processi di cambiamento capaci di incidere anche sulle politiche pubbliche</h2>



<figure><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-15.06.30-1024x576.jpeg"></figure>



<p>Dal 19 al 23 ottobre, nella sede della FAO a Roma, la 54ª sessione del&nbsp;Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS)&nbsp;avrà tra i suoi passaggi centrali le raccomandazioni politiche per la costruzione di sistemi alimentari resilienti. Poche settimane dopo, dal 9 al 20 novembre ad Antalya, la&nbsp;COP31 sul clima&nbsp;tornerà a porre agricoltura e sistemi alimentari dentro il confronto globale su adattamento, biodiversità e sicurezza alimentare. È in questo spazio tra grandi trasformazioni globali e capacità di azione delle comunità che si colloca&nbsp;“Agroecologia e Comunità Rigenerative. Reti di resilienza tra giovani, scuole, agricoltori e istituzioni”, la giornata organizzata da Navdanya International il 24 ottobre al Chiostro degli Agostiniani di Bracciano con la partecipazione anche di alcune realtà e delegati provenienti dal confronto internazionale sulla sicurezza alimentare.</p>



<p>Dietro il termine “resilienza” c’è però una questione politica tutt’altro che astratta. Chi produce il cibo? Con quali sementi e con quale accesso alla terra e all’acqua? Quali sistemi agricoli vengono sostenuti dai mercati e dalle politiche pubbliche? Chi possiede le conoscenze e chi partecipa alle decisioni che determinano il futuro di un territorio?</p>



<p>Le crisi globali – climatica, ecologica, alimentare – si materializzano infatti sempre in luoghi concreti. Nei campi esposti a condizioni climatiche sempre più instabili, nella perdita di biodiversità, nella fragilità delle filiere, nella difficoltà della piccola agricoltura, nella progressiva separazione tra giovani, produzione del cibo e territori.</p>



<p>I sistemi alimentari industriali hanno contribuito a frammentare molte delle relazioni che sostengono la vita: tra chi coltiva e la terra, tra sapere e pratica, tra produzione e consumo, tra i giovani e i luoghi in cui vivono, tra le comunità e le istituzioni chiamate a sostenerle. La transizione ecologica deve partire necessariamente anche dalla ricostruzione di queste relazioni.</p>



<h2>Dal globale al locale, e ritorno</h2>



<p>Così, mentre alla FAO il Comitato per la sicurezza alimentare mondiale discute di sistemi alimentari resilienti e la COP31 si prepara a riportare agricoltura, adattamento e sicurezza alimentare al centro dell’agenda climatica, a Bracciano scuole, giovani, agricoltori, ricercatori e istituzioni provano a capire come le grandi transizioni possano diventare processi concreti, partecipati e riproducibili.</p>



<p>L’obiettivo è mettere in comunicazione scale che troppo spesso procedono separatamente. Da una parte le sedi internazionali, nelle quali si analizzano le crisi e si definiscono indirizzi e politiche. Dall’altra i territori, dove quelle crisi producono conseguenze concrete ma dove possono anche essere sperimentate risposte.</p>



<p>Il passaggio, tuttavia, non può essere unidirezionale. Non si tratta semplicemente di tradurre localmente decisioni prese altrove. Le esperienze territoriali possono produrre conoscenze, pratiche ed evidenze che devono poter risalire verso i luoghi nei quali si costruiscono le politiche nazionali e internazionali. Il locale può essere un laboratorio della transizione se ciò che viene sperimentato entra in dialogo effettivo con i vari livelli istituzionali.</p>



<figure><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-15.06.29-1024x576.jpeg"></figure>



<h2>Il territorio come laboratorio</h2>



<p>È con questa prospettiva che dal 2023 Navdanya International porta avanti attorno al Lago di Bracciano il programma Terrae Vivae, un insieme di progetti pilota attraverso i quali mettere in relazione scuole, agricoltori, giovani, istituzioni, ricerca e cittadinanza e verificare sul campo quali condizioni possano rafforzare la resilienza di una comunità.</p>



<p>Uno dei principali terreni di sperimentazione sono state le scuole. Attraverso percorsi di ecoliteracy, agroecologia e Formazione Scuola Lavoro, ragazze e ragazzi sono stati chiamati non soltanto a studiare biodiversità, suolo, sistemi alimentari e cambiamento climatico, ma a osservare il territorio nel quale vivono, incontrare chi lo coltiva, riconoscerne criticità e risorse e formulare proposte. Comprendere le possibilità di advocacy per difendere i diritti dell’ambiente e di tutte le forme di vita che lo abitano.</p>



<p>Una parte di questo lavoro prosegue con “RiGenerAzione Ecologica – Cittadinanza e Partecipazione”, progetto cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.</p>



<p>La collaborazione con il MASE assume in questo senso un valore che va oltre il singolo progetto: mette alla prova la possibilità di collegare politiche nazionali, sperimentazione territoriale e partecipazione delle nuove generazioni.</p>



<p>La questione educativa diventa così immediatamente politica. Non basta aumentare le informazioni disponibili sulla crisi ecologica. Occorre chiedersi&nbsp;di quali conoscenze, esperienze, strumenti e spazi decisionali abbiano bisogno i giovani per diventare protagonisti della transizione.</p>



<p>Anche le&nbsp;Officine Municipali di Bracciano, spazio civico gestito in collaborazione con il Comune, stanno diventando uno degli hub di questo processo: un luogo nel quale studenti, cittadini, produttori, associazioni e istituzioni possono incontrarsi, formarsi e progettare insieme.</p>



<figure><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-15.06.31-814x1024.jpeg"></figure>



<h2>Dalle buone pratiche alle condizioni per il cambiamento</h2>



<p>È anche questo il senso dell’incontro del 24 ottobre. Al mattino le organizzazioni e le reti giovanili, comprese quelle promosse a livello nazionale dal MASE, si confronteranno sul ruolo delle nuove generazioni nella rigenerazione dei territori, costruendo domande e proposte da portare al successivo dialogo con le istituzioni.</p>



<p>Nel pomeriggio il confronto si allargherà ad agricoltori, ricercatori, scuole, amministratori e comunità agroecologiche provenienti da diversi territori attraverso tre conversazioni:&nbsp;educazione alla rigenerazione ed ecoliteracy; biodiversità e resilienza di fronte alla crisi climatica; processi di transizione ecologica guidati dalle comunità.</p>



<p>Il punto non sarà soltanto individuare buone pratiche. Le buone pratiche esistono già. Più difficile è capire perché alcune riescano a consolidarsi mentre altre rimangano esperienze isolate. Significa interrogarsi sulle condizioni nelle quali operano gli agricoltori, sui mercati, sull’accesso alle risorse, sui sistemi sementieri, sulle politiche di sostegno, sugli spazi di governance e sulla possibilità reale dei cittadini di partecipare alle decisioni.</p>



<p>Dentro questa riflessione si inserisce anche l’intervento di Salvatore Ceccarelli. Il suo lavoro sulle popolazioni evolutive di cereali – fondate sulla diversità genetica e sulla capacità delle colture di adattarsi progressivamente agli ambienti nei quali vengono coltivate – offre un esempio concreto di come biodiversità, autonomia sementiera e adattamento climatico possano concorrere alla resilienza agricola di un territorio. Ma anche in questo caso una soluzione agronomica ha bisogno di agricoltori, ricerca, accesso ai semi, mercati, politiche pubbliche e comunità capaci di sostenerla.</p>



<p>Parlare di esperienze territoriali non significa dunque cercare una formula da replicare meccanicamente altrove. Non esiste un unico modello di comunità resiliente esportabile da un luogo all’altro. Possono invece essere condivisi processi e principi: mettere in relazione attori diversi, costruire fiducia, riconoscere gli squilibri di potere, distribuire responsabilità, custodire biodiversità e beni comuni, creare spazi reali di partecipazione e restituire alle comunità capacità di incidere sulle decisioni.</p>



<p>La relazione tra Bracciano e Tubas, che sarà esposta durante la giornata, introduce un’ulteriore dimensione di questo approccio: mettere in relazione territori differenti attraverso il rapporto con la terra, l’acqua, l’agricoltura, il cibo e la continuità delle culture rurali per costruire relazioni tra comunità che affrontano, in contesti diversi, alcune delle grandi questioni che attraversano oggi i sistemi alimentari.</p>



<figure><img src="https://comune-info.net/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-19-at-15.07.34-1024x683.jpeg"></figure>



<h2>Dai territori alle politiche</h2>



<p>Il valore dell’incontro di Bracciano si misurerà&nbsp; nella capacità di portare le esperienze territoriali dentro un confronto politico più ampio. Le istituzioni presenti saranno per questo chiamate non soltanto a intervenire, ma ad ascoltare e a rispondere alle domande emerse nel corso della giornata. Le urgenze globali devono trovare risposte nei territori; i territori devono poter sperimentare soluzioni; quelle esperienze devono produrre conoscenze e proposte; e politiche nazionali e internazionali devono creare le condizioni perché ciò che funziona possa consolidarsi e diffondersi.</p>



<p>In questa circolarità tra locale e globale si colloca il lavoro sull’agroecologia comunitaria. La transizione ecologica non può essere lasciata esclusivamente alla buona volontà delle comunità, così come non può essere realizzata soltanto attraverso decisioni istituzionali prese dall’alto. Richiede entrambe le dimensioni: rafforzare la capacità collettiva dei territori di agire e, contemporaneamente, trasformare le condizioni economiche, politiche e istituzionali entro cui quell’azione diventa possibile.</p>
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            <category><![CDATA[news]]></category>
            <category><![CDATA[agroecologia]]></category>
            <category><![CDATA[agricoltura]]></category>
            <category><![CDATA[terra]]></category>
            <category><![CDATA[fare]]></category>
            <category><![CDATA[braccinao]]></category>
            <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 12:54:47 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Agroecologia e comunità rigenerative: una giornata di confronto tra giovani, agricoltori, scuole e istituzioni]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Sabato 24 ottobre, dalle 9:30 alle 19, presso il Chiostro degli Agostiniani di Bracciano (RM), l’incontro promosso da Navdanya International coinvolgerà esperti di agroecologia, rappresentanti istituzionali, associazioni, organizzazioni giovanili e realtà agricole si confronteranno sulle sfide della transizione ecologica, tra esperienze locali e prospettive internazionali.</p>
<p>Come si costruiscono comunità capaci di affrontare le crisi ambientali, climatiche e sociali? Quale ruolo possono svolgere l’agroecologia, la tutela della biodiversità, l’educazione ecologica e la partecipazione dei cittadini nella rigenerazione dei territori? E come trasformare le esperienze di rigenerazione ecologica e sociale in processi collettivi, capaci di incidere sulle politiche pubbliche e sulle scelte che riguardano il futuro dei territori?</p>
<p>Le risposte a queste domande già esistono e da tempo si sono trasformate in buone pratiche che attendono ora di essere tradotte in politiche concrete.</p>
<p>In un contesto internazionale segnato dall’aggravarsi della crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dalla crescente vulnerabilità dei sistemi alimentari, l’<strong>agroecologia</strong> rappresenta non soltanto un insieme di pratiche agricole sostenibili, ma anche una prospettiva di trasformazione ecologica, culturale e sociale.</p>
<p>Un approccio che riconosce nella diversità biologica e culturale, nell’autonomia delle comunità e nella condivisione delle conoscenze le condizioni fondamentali per costruire sistemi alimentari e territori più resilienti.</p>
<p><b>Dalle esperienze locali alle politiche nazionali e internazionali</b></p>
<p>L’incontro nasce dalle esperienze che Navdanya International sviluppa attraverso il programma Terrae Vivae, i percorsi di educazione ecologica e Formazione Scuola Lavoro, il progetto “RiGenerAzione Ecologica – Cittadinanza e Partecipazione”, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e Officine Municipali, realizzato in collaborazione con il Comune di Bracciano e cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del PR Lazio FSE 2021–2027.</p>
<p>Esperienze che mettono in relazione scuole, nuove generazioni, produttori agricoli e istituzioni, sperimentando forme di apprendimento, cooperazione e partecipazione attiva alla vita dei territori.</p>
<p>L’iniziativa, che gode del patrocinio del <b>Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano</b>, intende andare oltre la presentazione delle singole progettualità, aprendo uno spazio di confronto sulle condizioni necessarie per rafforzare le reti territoriali e collegare le esperienze locali alle strategie nazionali e ai processi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza alimentare come conferma la direttrice di Navdanya International, <b>Ruchi Shroff</b>: “Le buone pratiche che provengono dai territori sono di fatto laboratori da dove escono le proposte per la democraticizzazione e la sostenibilità dei sistemi alimentari anche a livello internazionale”.</p>
<p><b>Giovani, biodiversità e partecipazione: il programma della giornata</b></p>
<p>La mattinata, dalle 10.00 alle 12.30, sarà dedicata a “Giovani e territori”, uno spazio di confronto tra organizzazioni giovanili sul ruolo delle nuove generazioni nei processi di rigenerazione, nel quadro della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.00, il programma entrerà nel vivo con due conversazioni pubbliche dedicate alla resilienza dei territori e alla costruzione collettiva del cambiamento.<br>
Particolare attenzione sarà riservata alla biodiversità agricola e alla sovranità dei semi, con l’intervento di <b>Salvatore Ceccarell</b>i, genetista agrario di fama internazionale, che approfondirà il rapporto tra diversità genetica, adattamento ai cambiamenti climatici e autonomia degli agricoltori.</p>
<p>Al confronto parteciperanno, tra gli altri, <b>Caterina Batello</b> presidente dell’Associazione Italiana di Agroecologia, <b>Mara Cossu</b> e <b>Tiziana Occhino</b> del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, <b>Silvia Canali</b> del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, <b>Silvia Francescon</b> dell’Unione Buddhista Italiana, il sindaco di Bracciano <b>Marco Crocicchi</b>, rappresentanti delle aziende agricole del territorio (Fattoria biologica Le Bricchiette, Fattoria Faraoni, Azienda Agricola La Argentina), del mondo della scuola (Istituto Agrario Salvo D’Acquisto, Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo) e delle organizzazioni giovanili (Rete delle Associazioni giovanili dalla mappatura del progetto RiGenerAzione Ecologica: Cittadinanza e Partecipazione) e della società civile (GASP – Gruppo di Assistenza e Solidarietà Popolare).</p>
<p>Interverranno inoltre <b>Magdalena Ackermann</b>, della società civile presso il Comitato ONU per la Sicurezza Alimentare Mondiale, e <b>Ruchi Shroff</b> di Navdanya International.<br>
Una specifica sessione, “<b>Territori in relazione: Bracciano–Tubas</b>”, sarà infine dedicata alla cooperazione internazionale in agroecologia e alle prospettive di resilienza delle comunità, attraverso il collegamento tra il territorio di Bracciano e quello palestinese di Tubas.</p>
<p><b>Un incontro aperto alla cittadinanza</b></p>
<p>Durante l’intera giornata il Chiostro degli Agostiniani ospiterà esposizioni dei progetti educativi realizzati dalle scuole, la mostra artistica “<b>Ars non dat Panem</b>” del Liceo Artistico dell’IIS Luca Paciolo, il <b>contest fotografico</b> organizzato da Terrae Vivae Youth, produttori locali, iniziative di scambio dei semi, giochi agroecologici e laboratori creativi per bambini e adulti. Nel chiostro del convento saranno allestiti degli stand da parte dei produttori, delle associazioni e del <b>CRAS</b> Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Lago di Vico.</p>
<p>L’iniziativa intende valorizzare la conoscenza e la partecipazione come strumenti concreti di trasformazione, favorendo nuove alleanze tra chi coltiva la terra, chi educa, chi studia, chi amministra e chi si impegna quotidianamente nella tutela dei beni comuni.</p>
<p>Un’occasione per mettere in relazione pratiche, saperi e politiche, nella convinzione che la rigenerazione dei territori non possa essere affidata esclusivamente a soluzioni tecniche, ma richieda processi democratici, cooperazione e comunità capaci di decidere insieme il proprio futuro.</p>
<p>Programma e modulo di adesione:</p>
<p><a href="https://navdanyainternational.org/it/save-the-date-agroecologia-e-comunita-rigenerative/" target="_blank">https://navdanyainternational.org/it/save-the-date-agroecologia-e-comunita-rigenerative/</a></p>
<p>CONTATTI: <a href="mailto:info@navdanyainternational.org" target="_blank">info@navdanyainternational.org</a></p>
<p><a href="https://navdanyainternational.org/it/comunicato-agroecologia-e-comunita-rigenerative-a-bracciano/" target="_blank"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2026/10/OTTOBRE-2026-eco-agroecologia-820x461.webp"></a></p>
<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/navdanya-international/">Navdanya International</a></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[agroecologia]]></category>
            <category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
            <category><![CDATA[ecologia ed ambiente]]></category>
            <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:50:57 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Darsena Europa: la posidonia e il costo ambientale del cemento]]></title>
            <description><![CDATA[<p><a href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook_messenger?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/sms?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;title=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" data-a2a-url="https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/10/20/ambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute/" data-a2a-title="AMBIENTE: UN VESCOVO DI SCARSE VEDUTE"></a></p><p><a href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook_messenger?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/telegram?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/add_to/sms?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;linkname=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" target="_blank"></a><a href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.perunaltracitta.org%2Fhomepage%2F2026%2F10%2F20%2Fambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute%2F&amp;title=AMBIENTE%3A%20UN%20VESCOVO%20DI%20SCARSE%20VEDUTE" data-a2a-url="https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/10/20/ambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute/" data-a2a-title="AMBIENTE: UN VESCOVO DI SCARSE VEDUTE"></a></p><p><span style="font-size: 14pt;">&nbsp;Il termine Vescovo deriva dal greco&nbsp;ἐπίσκοπος (epìscopos), letteralmente “<strong>colui che osserva le cose dall’alto</strong>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sgomenta invece il livello dal quale il Vescovo di Livorno è stato capace di guardare al rischio di <strong>devastazione della grande distesa di </strong></span>… <a href="https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/10/20/ambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute/">Leggi tutto </a></p><p>L'articolo <a href="https://www.perunaltracitta.org/homepage/2026/10/20/ambiente-un-vescovo-di-scarse-vedute/">AMBIENTE: UN VESCOVO DI SCARSE VEDUTE</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.perunaltracitta.org/homepage">La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze</a>.</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[ambiente]]></category>
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            <category><![CDATA[darsena europa]]></category>
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            <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 10:21:18 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Lorem ipsum dolor sit amet]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim...</p>
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            <category><![CDATA[primo piano]]></category>
            <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:54:39 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[What Makes Modern Online Casinos So Popular]]></title>
            <description><![CDATA[<p>What Makes Modern Online Casinos So Popular Online casino sites have become one of the most vibrant corners of the digital home entertainment globe. Their...</p>
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            <pubDate>Mon, 19 Oct 2026 12:58:21 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ecologia: A Taranto i cittadini si sono ripresi la piazza]]></title>
            <description><![CDATA[L’imponente mobilitazione civile per la chiusura dell’area a caldo dell’ILVA dimostra che Taranto è pronta a costruire insieme ai lavoratori un'alternativa reale al modello industriale inquinante che ha sacrificato per troppo tempo il bene comune.]]></description>
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            <category><![CDATA[ecologia]]></category>
            <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 14:39:12 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[E dopo i bollori d’estate, il super-Niño]]></title>
            <description><![CDATA[<p>L’estate 2026 verrà ricordata tra le più calde mai regitsrate (per Europa e Italia un record assoluto) ed è solo il preludio ad un fenomeno meteorologico planetario (El Niño) che, secondo le previsioni degli scienziati, sarà il più intenso degli ultimi mille anni. Si stima che provocherà gravi perturbazioni nelle […]</p>
<p>L'articolo <a href="https://contropiano.org/news/ambiente-news/2026/10/18/e-dopo-i-bollori-destate-il-super-nino-0199655">E dopo i bollori d’estate, il super-Niño</a> su <a href="https://contropiano.org">Contropiano</a>.</p>]]></description>
            <link>https://contropiano.org/news/ambiente-news/2026/10/18/e-dopo-i-bollori-destate-il-super-nino-0199655</link>
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            <category><![CDATA[surriscaldamento]]></category>
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            <category><![CDATA[el nino]]></category>
            <category><![CDATA[clean creatives]]></category>
            <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 05:37:27 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Asse Parigi-Berlino per il made in Europe e salvare i motori termici al posto dell’ambiente]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Privi di qualsiasi legittimità interna, pronti a consegnare il testimone alle relative estreme destre (AfD e Rassemblement National), Merz e Macron provano a mettere a segno qualche vittoria rispetto agli indirizzi che la UE dovrà seguire nei prossimi anni, a prescindere da chi governerà, e nella speranza di recuperare l’approvazione […]</p>
<p>L'articolo <a href="https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/10/18/asse-parigi-berlino-per-il-made-in-europe-e-salvare-i-motori-termici-al-posto-dellambiente-0199794">Asse Parigi-Berlino per il made in Europe e salvare i motori termici al posto dell’ambiente</a> su <a href="https://contropiano.org">Contropiano</a>.</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
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            <category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
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            <category><![CDATA[green deal]]></category>
            <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 05:24:55 GMT</pubDate>
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