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        <title><![CDATA[Comunicati]]></title>
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            <title><![CDATA[Comunicato Stampa 15 ottobre 26 – Approvati gli schemi d’Intesa – Contro l’Autonomia differenziata la mobilitazione continua]]></title>
            <description><![CDATA[<p>La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, è disposta a tutto, pur di arrivare a goal su ciò che ha sostituito (necessità fa virtù…) il suo progetto sul premierato; ovvero, la legge elettorale, che di fatto è una sorta di premierato assoluto sotto mentite spoglie.<br>Per ottenere questo risultato, Meloni sacrifica – non è una novità – il Sud e le classi meno agiate. Dando entrambi in pasto ai poteri forti e a coloro che beneficeranno della realizzazione del progetto eversivo dell’autonomia differenziata.<br>Il Consiglio dei ministri, infatti, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie – Roberto Calderoli – ha approvato, in via definitiva, gli Schemi di intesa tra il Governo e le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e – udite udite! – nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”.<br>Ora saranno presentati disegni di legge, con allegate le intese sottoscritte dai Presidenti relative a ciascuna regione.<br>Un pacchetto per ogni Regione, nonostante – come abbiamo detto e ripetuto in audizione, insieme ad altri ed altre – i testi delle preintese siano sostanzialmente identici. Il che evidenzia in maniera plateale che questa autonomia differenziata e differenziante non fa leva su oggettive condizioni e bisogni peculiari delle regioni, ma semplicemente crea nuovi privilegi e nuove disuguaglianze, usando il nuovo potere legislativo dei sedicenti “governatori”.<br>Dopo il parere della Conferenza unificata – dove però i Comuni, oltre alle Regioni governate dall’attuale opposizione parlamentare, si sono detti contrari -, dopo gli atti di indirizzo approvati dalle Camere e dopo l’approvazione delle Regioni interessate, il passaggio in Consiglio dei ministri rappresenta il penultimo atto, prima del definitivo approdo alle Camere, dove speriamo si dia battaglia fino in fondo, per arginare questo progetto eversivo. Che rischia di passare senza che la maggior parte dei cittadini e delle cittadine sappia cosa<br>si sta concretizzando sulle loro teste e rigorosamente a spese loro. Un percorso paludato, purtroppo sottovalutato da tanti soggetti che, ogni giorno, si spendono per i diritti sociali e civili, ma che non hanno compreso gli effetti devastanti che l’autonomia differenziata determinerà in termini di diseguaglianze.<br>Accogliamo con speranza le dichiarazioni dei presidenti di Puglia e Campania, Decaro e Fico; attendiamo con ansia i pronunciamenti dei presidenti delle altre regioni di centro sinistra; riponiamo fiducia negli amministratori locali, sindaci e sindache che non solo conoscono perfettamente i reali bisogni dei propri territori, ma si sono più volte schierati/e – in particolare al Sud – contro “la secessione dei ricchi”. </p>



<p>Invitiamo tutte/i coloro che quotidianamente si spendono per contrastare iniquità a valutare il fatto che la differenziazione dei diritti sulla base del certificato di residenza andrà ad incidere in modo drammatico su chi già patisce ingiustizie e ha di meno; nonché sulle loro lotte: autonomia differenziata significa per sua stessa natura indebolimento del conflitto. </p>



<p>Invitiamo il Campo Largo a inserire nel nascente programma di coalizione la cancellazione del comma 3 dell’art 116 e una rivisitazione del Titolo V della Costituzione.<br>La mobilitazione contro l’autonomia differenziata, un processo giunto purtroppo quasi al traguardo, non può attendere. E’ una questione di responsabilità: preservare l’unità della Repubblica – attaccata violentemente dai provvedimenti del Governo, anche sacrificando tutti I Sud del Paese – equivale a garantire l’uguaglianza dei diritti.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD</strong></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/10/15/comunicato-stampa-15-ottobre-26-approvati-gli-schemi-dintesa-contro-lautonomia-differenziata-la-mobilitazione-continua/</link>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:07:24 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Appalti etici nella sanità in Emilia-Romagna:     un passo verso la fine delle complicità con le violazioni del diritti umani in Palestina e altrove]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/regione-emilia-romagna_giunta-per_sito.jpg"></p><p style="text-align: justify;">LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA APPROVA LE LINEE DI INDIRIZZO PER GLI APPALTI ETICI NELLA SANITÀ</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Un grande risultato del movimento che chiede agli Enti Territoriali la fine delle complicità con Israele.</li>
<li>Uno strumento per escludere dagli appalti pubblici le aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.</li>
<li>Un esempio da seguire (e da migliorare) per tutti gli Enti Territoriali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">BDS Bologna esprime soddisfazione per&nbsp; l’approvazione delle <a href="https://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&amp;operation=downloadTesto&amp;codProtocollo=GPG/2026/1723&amp;ENTE=1" target="_blank">Linee di indirizzo</a> per le stazioni appaltanti e le centrali di committenza operanti nell'ambito del sistema sanitario regionale che introduce criteri etici nelle procedure di appalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un grande risultato del movimento che per mesi ha chiesto l’attuazione dell’<a href="https://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=8f57348b523e472896caa66e091839d1" target="_blank">ordine del giorno</a> approvato il 22/12/2025 dall’Assemblea Legislativa che impegnava la Giunta a emanare “un regolamento regionale contenente linee guida obbligatorie per le strutture del SSR e le centrali di committenza” che includesse&nbsp; “criteri di valutazione dell’offerta che tengano conto dei profili di integrità, responsabilità sociale e sostenibilità etica degli operatori economici”.</p>
<p style="text-align: justify;">La delibera n. 1629 approvata dalla Giunta Regionale il 28/09/2026 va nella giusta direzione, introducendo misure che prevedono il rispetto dei diritti umani da parte delle aziende&nbsp; che partecipano alle gare di appalto del Servizio Sanitario Regionale e dovrebbero permettere di escludere dagli appalti pubblici le aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il diritto internazionale Regioni, Comuni e altri enti pubblici, in quanto organi dello Stato,&nbsp; hanno l’obbligo giuridico di non contribuire a gravi crimini internazionali e violazioni dei diritti umani. Il mancato rispetto di tali obblighi costituisce complicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Adottare una politica di appalti pubblici etici significa utilizzare il potere d'acquisto pubblico in modo coerente con il diritto internazionale, agendo con integrità, equità e responsabilità, in modo che gli enti pubblici acquistino solamente da fornitori che rispettano i diritti umani e i principi dello stato di diritto ed evitano pratiche che danneggiano le persone, le comunità locali o l'ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le linee di indirizzo prevedono che le stazioni appaltanti dovranno integrare nelle procedure di gara clausole vincolanti di esecuzione contrattuale e strumenti di verifica, monitoraggio e sanzione e che le aziende partecipanti a gare d’appalto dovranno presentare una Dichiarazione di Conformità relativa a requisiti su standard sociali minimi e rispetto dei diritti umani, lungo tutta la catena di fornitura.</p>
<p style="text-align: justify;">La mancata sottoscrizione della dichiarazione sarà causa di esclusione dalla gara e, nella fase di esecuzione, il mancato rispetto di quanto dichiarato costituirà&nbsp; grave inadempimento contrattuale, che comporterà applicazione di penali o risoluzione del contratto.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno escluse dagli appalti aziende coinvolte in violazioni della Convenzione contro il genocidio, della Convenzione di Ginevra e altri trattati sui diritti umani, o i cui vertici siano stati condannati in via definitiva dalla Corte Penale Internazionale. Il coinvolgimento riguarda anche forme di partecipazione, controllo o diretta riconducibilità a entità di Stati nei confronti dei quali siano state accertate simili violazioni e prese misure da parte della Corte Internazionale di Giustizia o i cui vertici istituzionali siano stati condannati dalla Corte Penale Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stazioni appaltanti potranno effettuare verifiche autonome di ‘due diligence’ e integrità, utilizzando fonti e banche dati qualificate, assicurando una messa in opera efficace e un monitoraggio accurato delle aziende candidate nelle attuali e future gare d’appalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante questi aspetti positivi, alcune parti delle linee guida avrebbero potuto essere affrontate in maniera più stringente. Per esempio, il possesso di certificazioni di responsabilità sociale ed etica non dovrebbe essere considerato un criterio premiante, ma un requisito minimo per la partecipazione a un appalto pubblico. Il rispetto dei diritti umani deve essere un criterio vincolante per l’ammissione alla procedura di appalto.</p>
<p style="text-align: justify;">La reale efficacia delle linee di indirizzo si vedrà nella loro attuazione pratica quando dovranno essere rinnovati appalti come quelli per le forniture di farmaci che hanno visto finora assegnare <a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3023-mappatura-appalti-pubblici-rer" target="_blank">contratti per milioni di euro</a> a un’azienda come l’israeliana Teva, che trae profitto dall’occupazione illegale dei territori palestinesi e sostiene le politiche genocidarie dello stato israeliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme alle associazioni solidali con la Palestina della nostra Regione, che hanno raccolto 11.000 firme per la <a href="https://www.instagram.com/bastacomplicita/" target="_blank">petizione popolare Basta Complicità</a>,&nbsp; vigileremo sull’attuazione effettiva delle linee di indirizzo sugli appalti nel Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadiamo la richiesta che una politica di appalti etici venga attuata dalla Regione in tutte le procedure di acquisto di beni e servizi, come previsto dalla <a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/comunicati-sul-bds/2849-rer" target="_blank">risoluzione approvata</a> dall’Assemblea Legislativa l’11 giugno 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">Continueremo a fare pressione sulla Regione affinché prenda misure concrete per interrompere le complicità anche in altri ambiti: dal transito di armi nel porto di Ravenna, alla partecipazione nelle manifestazioni fieristiche di aziende implicate in violazioni, agli accordi con aziende belliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Come movimento BDS in tutta Italia continuiamo a mobilitarci per fare interrompere a Comuni, Regioni e altri enti pubblici ogni relazione con istituzioni israeliane e con aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina.</p>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo movimenti e associazioni solidali con la lotta del popolo palestinese e organizzazioni impegnate nelle lotte per i diritti umani e la giustizia climatica,&nbsp; sociale, economica, razziale e di genere ad attivarsi nella campagna “Enti Territoriali liberi dalla complicità”</p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni al link: <a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/entiterritoriali"></a><a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/entiterritoriali" target="_blank">https://bdsitalia.org/index.php/campagne/entiterritoriali</a></p>
<p style="text-align: justify;">LIBERIAMO I NOSTRI COMUNI, REGIONI E ALTRI ENTI PUBBLICI DALLE COMPLICITÀ CON IL GENOCIDIO E CON IL SISTEMA ISRAELIANO DI COLONIALISMO, OCCUPAZIONE E APARTHEID!&nbsp;</p>]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/entiterritoriali-comunicati/3085-rer-appalti-etici-nella-sanita</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <category><![CDATA[enti territoriali]]></category>
            <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:44:15 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[BDS Italia sostiene la mozione per sospendere la vendita dei prodotti Teva nelle farmacie comunali di Arese]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/per_sito_teva.jpg"></p><p style="text-align: justify;">BDS Italia dichiara il proprio convinto sostegno alla mozione elaborata dall’associazione <strong>Prospettiva 2023</strong>, nata come laboratorio di promozione culturale politica a partecipazione civica. L’ associazione chiede la sospensione della vendita nelle farmacie comunali di <strong>Arese</strong> dei prodotti farmaceutici della multinazionale israeliana Teva Pharmaceutical, leader mondiale nella produzione di farmaci generici.</p>
<p style="text-align: justify;">La mozione nasce dalla vocazione pacifista di Prospettiva 2023, che si è fatta interprete della crescente consapevolezza della società civile locale sulla necessità di opporsi in modo efficace al genocidio in corso a Gaza ed alla violenza sistematica esercitata da parte del regime israeliano nel Territorio Palestinese Occupato (Cisgiordania, Gerusalemme Est, Striscia di Gaza).&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa iniziativa l'associazione esercita una legittima pressione sulle istituzioni locali, affinché vengano adottate <strong>misure che interrompano la collaborazione con soggetti coinvolti in gravi violazioni del diritto internazionale e umanitario</strong>, recependo in tal modo il parere consultivo della <strong>Corte Internazionale di Giustizia</strong> nel suo pronunciamento del 19 luglio 2024.</p>
<p style="text-align: justify;">La mozione sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, presentata dai gruppi consiliari di minoranza del centro-destra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Campagna già adottata da altri Comuni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mozione si inserisce nella campagna nazionale di boicottaggio promossa da BDS Italia, dalla Rete Sanitari per Gaza e da Digiuno Gaza, che ha già portato diversi Consigli e/o Giunte comunali a deliberare di richiedere alle farmacie comunali la sospensione degli approvvigionamenti di farmaci prodotti da aziende che sostengono violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. In particolare hanno deliberato in tal senso i Comuni di <strong>Sesto Fiorentino, Poggibonsi, Calenzano, Corinaldo, Rosignano Marittimo, Campi Bisenzio, Barberino Tavarnelle, San Gimignano, Livorno, Carrara, Pesaro, Jesi, Castelnuovo Rangone, Scicli e Monza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa forma di boicottaggio resterà in vigore fino al ripristino del rispetto del diritto internazionale nel Territorio Palestinese Occupato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le misure adottate tengono comunque conto del diritto alla cura dei malati: le delibere chiedono ai farmacisti che tutti i farmaci essenziali rimangano disponibili qualora prescritti dal medico, senza alcuna limitazione di accesso per i pazienti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le ragioni del boicottaggio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Teva</strong>, insieme alle sue controllate (<strong>Cephalon, Ratiofarm e Dorom</strong>), è stata individuata come complice del regime israeliano dal Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più ampia coalizione della società civile palestinese, che coordina a livello globale il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni).</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo dati raccolti dal Centro di ricerca indipendente&nbsp;<strong>WhoProfit</strong>, l'azienda trae vantaggio dal regime di occupazione nel Territorio Palestinese Occupato. In base al Protocollo di Parigi del 1994, Israele controlla frontiere, dogane e commercio dei Territori, impedendo l'ingresso di farmaci a basso costo da paesi terzi e imponendo o favorendo la distribuzione dei prodotti commercializzati in Israele, tra cui molti di Teva.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende farmaceutiche palestinesi, nel contempo, subiscono pesanti limitazioni nella produzione e nella vendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonti pubbliche, raccolte in un dossier pubblicato sul sito <strong>Bdsitalia.org</strong>, segnalano inoltre che Teva sostiene attivamente l'esercito israeliano (IDF), con donazioni, e con la partecipazione a programmi di supporto ai suoi soldati come "Support the Soul" e "Thank Israeli Soldiers" (quest’ultimo sponsorizzato da Teva almeno fino al febbraio 2026), senza mai condannare le violazioni dei diritti umani commesse a Gaza e altrove. Teva pratica pertanto politiche discriminatorie dal punto di vista sanitario, in totale contraddizione con quanto proclamato nel suo codice etico, in cui afferma “Ci prendiamo cura del benessere dei pazienti, dei caregivers e delle comunità. Le nostre famiglie possono essere estremamente orgogliose della differenza che facciamo nella vita delle persone di tutto il mondo. (…) Sosteniamo e rispettiamo la tutela dei diritti (…) e ci impegniamo a non essere complici di abusi”. Tutto questo, evidentemente, non vale per i Palestinesi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi, la campagna italiana "TEVA? No grazie!", promossa da BDS Italia, Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza, invita cittadini, operatori sanitari e istituzioni locali a cercare alternative ai prodotti Teva, quando ciò sia possibile senza ledere il diritto alla salute dei pazienti, e a proseguire il boicottaggio finché l'azienda continuerà a sostenere il regime israeliano.</p>]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/teva-comunicati/3086-mozione-arese</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[teva]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:20:09 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[I sindacati palestinesi sostengono l'appello all'azione dei sindacati portuali per il 30 ottobre]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/We_do_not_load_death._Website_0.jpg"></p><p style="text-align: justify;"><strong>Il movimento sindacale palestinese sostiene l'appello a una giornata di lotta il 30 ottobre contro la militarizzazione e il genocidio, organizzata da un collettivo di sindacati dei lavoratori portuali, e invita tutti i sindacati portuali, dei trasporti e affini del mondo a unirsi ad essa. Invitiamo inoltre le organizzazioni dal basso e della società civile che possono sostenere questa mobilitazione a farlo seguendo la leadership dei sindacati e le indicazioni specifiche dei contesti locali.&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel segnare il terrificante terzo anniversario del genocidio di Israele contro il nostro popolo a Gaza, ancora in corso e trasmesso in diretta, il movimento sindacale palestinese saluta il collettivo di sindacati di sette paesi che rappresentano i lavoratori portuali di 45 porti in Europa e nel Mediterraneo, che hanno <a href="https://inthesetimes.com/article/dockworkers-six-countries-announce-port-strikes-october-30" target="_blank">annunciato </a>una giornata di scioperi e proteste contro la guerra e il genocidio il 30 ottobre. Invitiamo tutti i sindacati che rappresentano i lavoratori portuali, i lavoratori dei porti e gli altri lavoratori marittimi e dei trasporti di tutto il mondo a unirsi e sostenere questa mobilitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo a tutti i sindacati a livello globale, che si uniscano o meno alle mobilitazioni del 30 ottobre, che abbiamo anche chiesto di organizzare azioni di solidarietà in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, dal <a href="https://bdsmovement.net/news/Palestinian-Unions-Global-Call-Worker-Action-November" target="_blank">20 al 29 novembre</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo prossimo 30 ottobre, noi sindacati e federazioni palestinesi firmatari rinnoviamo il nostro <a href="https://bdsmovement.net/news/no-labor-genocide-no-complicity-apartheid" target="_blank">appello </a>ai sindacati di tutto il mondo affinché:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Difendano e facciano rispettare i diritti inalienabili del popolo autoctono della Palestina,<strong><span style="font-size: 11pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span></strong>come stabilito dal diritto internazionale, in particolare il diritto dei nostri rifugiati a tornare<strong><span style="font-size: 11pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span></strong>a casa e a ricevere riparazioni, e</li>
<li>Intensifichino la pressione del BDS per porre fine a ogni complicità statale, aziendale e<strong><span style="font-size: 11pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span></strong>istituzionale nell'occupazione illegale, nell'apartheid e nel genocidio di Israele.</li>
</ul>
]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/comunicati-embargo/3075-sciopero-portuali-30-ott</link>
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            <category><![CDATA[embargo militare]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <pubDate>Fri, 09 Oct 2026 09:10:51 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Militari israeliani dell’IDF in “vacanze di decompressione” in Trentino: la denuncia di BDS]]></title>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>TRENTINO / VAL DI FASSA</strong> — Soggiorni di “decompressione” post-combattimento per reparti attivi dell’esercito israeliano e grandi eventi turistici con forti impronte identitarie militari: il Trentino finisce al centro del dibattito politico e istituzionale sulla complicità indiretta e l’etica dell’accoglienza.</p>
<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/image/no_room_for_genocide/foto_comunicato_TE.png" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'inchiesta del quotidiano ilT</strong><br>Un'<a href="https://www.iltquotidiano.it/articoli/soldati-israeliani-a-canazei-il-gruppo-dei-22-reduci-della-brigata-golani-in-vacanza-decompressione-il-viaggio-i-post-social-e-i-fondi-della-difesa/">inchiesta del 10 Settembre del quotidiano trentino ilT</a> ha rivelato che <strong>22 soldati della Brigata Golani dell'esercito israeliano, reparto operativo a Gaza e in Libano, hanno trascorso una vacanza di «decompressione» a Canazei</strong>. Ricordiamo che la Brigata Golani è la stessa che si è resa responsabile di crimini efferati nella striscia di Gaza, tra cui l’uccisione a sangue freddo di <a href="https://www.ilpost.it/2025/03/31/gaza-uccisi-operatori-sanitari-mezzaluna-rossa-unrwa/" target="_blank">15 medici e paramedici palestinesi</a> in servizio su ambulanze con lampeggianti accesi, massacrati e sotterrati in fosse comuni nel Marzo 2025.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inchiesta ha ora rivelato che la vacanza in Trentino durante l’estate 2025 è stata finanziata dall'organizzazione israeliana Peace of Mind, il cui budget è triplicato dal 2022 e che riceve, per le attività organizzate all'estero, anche fondi diretti dal Ministero della Difesa israeliano. Poiché si tratta di un programma istituzionale di recupero psicofisico per militari in servizio, e non di semplici vacanze private, <strong>esperti di diritto internazionale evidenziano come la loro presenza sollevi importanti interrogativi sugli obblighi di prevenzione e sicurezza dello Stato italiano.<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, sulla vicenda è stata depositata un’interrogazione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Trento a firma dei consiglieri del Partito Democratico Francesca Parolari e Paolo Zanella per chiedere chiarimenti alla Giunta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Skidealweek e il turismo post-servizio sulle Dolomiti</strong><br>Accanto ai soggiorni curati da Peace of Mind, il caso accende i riflettori anche su eventi di più larga scala come la <strong>Skidealweek</strong>, organizzata dal tour operator israeliano <strong>Skideal</strong>, che con questo festival sciistico porta da anni in Val di Fassa (in particolare Campitello e Canazei) centinaia di partecipanti ad un evento chiuso e dedicato ad un pubblico proveniente da Israele, come denunciava il gruppo BDS Trentino e come riportava anche l’emittente televisiva locale RTTR già a marzo 2026. Data la leva obbligatoria e il sistema di riservisti in Israele, la presenza di personale militare tra i partecipanti è strutturale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;L'evento ha sollevato forti perplessità sia a livello locale — con segnalazioni di residenti e raccolte firme contro le intemperanze e gli eccessi degli utenti del pacchetto-vacanza — sia sul piano etico e politico. Ad esempio, la line-up artistica della manifestazione, <strong>prevista e confermata anche per la stagione invernale 2026-2027,</strong> include figure controverse come DJ Skazi, noto per il suo esplicito e continuo sostegno all’esercito israeliano e protagonista di messaggi di incitamento alla distruzione a Gaza, oltre ad altri artisti esibitisi in contesti promozionali con simboli delle brigate dell'IDF.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i tentativi passati di presentare l’evento in sinergia con la promozione turistica locale, il movimento BDS e diverse realtà territoriali chiedono la massima trasparenza sull'assenza di patronati, contributi o collaborazioni dirette e indirette tra il sistema pubblico (Aziende di Promozione Turistica, Trentino Marketing, amministrazioni comunali) e gli operatori coinvolti in questo tipo di turismo post-servizio o "decompressione militare".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La campagna "No room for genocide" e la petizione per lo stop all'esenzione del visto:</strong><br>In questo contesto, BDS richiama con forza la campagna internazionale "No room for genocide". La campagna invita l'intera filiera dell'ospitalità — dagli albergatori alle comunità locali, fino ai viaggiatori e alle istituzioni — a rifiutare qualsiasi forma di complicità con chi partecipa o sostiene crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>"No room for genocide" chiede formalmente:</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: left;" aria-level="1">Alle <strong>strutture ricettive e agli operatori turistici</strong>: di aderire all'impegno etico per <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>garantire<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>che gli spazi di accoglienza e le strutture alberghiere non vengano usati per <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>riabilitare o<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>far riposare chi si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li aria-level="1">Agli <strong>enti pubblici e alle istituzioni</strong>: di adottare criteri di controllo rigorosi, rifiutare <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>ogni patrocinio, collaborazione logistica o promozione a eventi o tour operator legati <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>all'apparato<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>bellico israeliano e garantire la piena trasparenza sui flussi turistici <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>organizzati<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>a <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>scopo militare.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li aria-level="1">Ai <strong>cittadini e alla società civile</strong>: di mantenere alta l'attenzione affinché i territori <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>montani e le&nbsp;comunità locali rimangano spazi dedicati alla pace, alla giustizia e alla<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>promozione dei&nbsp;diritti umani, rifiutando che il Trentino diventi una destinazione di <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>sollievo per reparti militari impegnati nei teatri di guerra.&nbsp;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A sostegno di questa mobilitazione, <strong>il movimento BDS chiede l'immediata sospensione dell'esenzione dal visto per tutti coloro (militari o civili) che siano sospettati di coinvolgimento in crimini di guerra e atti genocidari</strong> — così come riconosciuti in ambito internazionale dalla Corte Penale Internazionale (CPI) e dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) — introducendo un meccanismo rigido di controllo e screening alle frontiere per impedire l'ingresso e la circolazione sul territorio nazionale ed europeo di potenziali criminali di guerra e soggetti responsabili di violazioni del diritto internazionale.&nbsp;</p>
<p><strong>Contatti per la stampa:</strong></p>
<ul>
<li>BDS Trentino - Email: <a href="mailto:trentino.bds@proton.me">trentino.bds@proton.me</a></li>
<li>BDS Italia - <a href="mailto:bdscomunicazione@gmail.com">bdscomunicazione@gmail.com</a></li>
<li>Gruppo di Lavoro Turismo Etico - <a href="mailto:bdsitalia.turismoetico@gmail.com">bdsitalia.turismoetico@gmail.com</a></li>
</ul>]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/nrfg-comunicati/3071-militari-israeliani-dell-idf-in-vacanze-di-decompressione-in-trentino-la-denuncia-di-bds</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <category><![CDATA[no room for genocide]]></category>
            <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 21:39:42 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Comunicato stampa del Comitato di Puglia per l’unità della Repubblica]]></title>
            <description><![CDATA[<p>GOVERNO MELONI E REGIONI DEL NORD</p>



<p>CORRONO SPEDITI VERSO LA FRANTUMAZIONE DELL’ITALIA</p>



<p>DICIAMO NO!</p>



<p>Il Governo Meloni va avanti nel percorso di “autonomia differenziata” attraverso l’iter delle<br>“intese” con 4 regioni del Nord – Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria – che prevedono<br>l’attribuzione di particolari forme di autonomia su materie importanti: protezione civile,<br>professioni, previdenza complementare e alternativa, coordinamento della finanza<br>pubblica in materia di tutela della salute.<br>Non stiamo parlando di una semplice riorganizzazione amministrativa.<br>Stiamo parlando del rischio di trasformare le differenze territoriali in disuguaglianze<br>permanenti, di istituzionalizzare la divisione fra cittadini/e di serie A e di serie B e di<br>compromettere l’unità sostanziale della Repubblica, mentre il Paese è già profondamente<br>segnato da divari economici e sociali.<br>Questa scelta politica rischia di colpire prima di tutto le fasce sociali più disagiate e<br>nell’immediato le popolazioni del Sud, che vedranno ridursi ulteriormente risorse e<br>diritti fondamentali, in aperto contrasto con il sentire popolare e con la sentenza n.<br>192/2024 della Corte Costituzionale.<br>Il Mezzogiorno, afflitto dalle liste di attesa per l’accesso alle cure e agli esami clinici,<br>dall’emigrazione sanitaria che arricchisce altri territori, dalla fuga dei giovani alla ricerca<br>di migliori prospettive di vita, dall’abbandono delle aree interne, dal dissesto<br>idrogeologico, viene lasciato solo e ulteriormente depauperato.<br>Questo misfatto politico, sociale e istituzionale, che si sta compiendo in un clima di caos<br>e di disinformazione, richiede il massimo della mobilitazione trasversale e l’assunzione<br>di responsabilità a tutti i livelli e in ogni territorio.<br>Per questo siamo decisamente solidali con le mobilitazioni dei Comitati nelle regioni<br>interessate dalle intese e valutiamo con favore l’impegno assunto dai Presidenti delle</p>



<p>Regioni Puglia e Campania a ricorrere alla Corte Costituzionale per far valere i principi<br>di eguaglianza dei diritti, di unità e indissolubilità della Repubblica.<br>Tuttavia, rimaniamo a dir poco sconcertati dalla posizione assunta dagli esponenti del<br>PD delle regioni Lombardia e Veneto: in un passaggio assolutamente determinante essi<br>non hanno partecipato al voto nei rispettivi organismi istituzionali regionali. Paradossali<br>risultano le ragioni di tale decisione politica: troppo ridotti, rispetto alle aspettative ,<br>sarebbero gli ambiti e le risorse di autonomia previsti dalle preintese!<br>Tale posizione, maturata all’interno dello stesso partito che a Roma e al Sud dichiara la<br>propria contrarietà all’autonomia differenziata mentre al Nord la rivendica, è, a nostro<br>parere, indice di un processo di degenerazione politica localistica, di un’ambiguità che<br>nuoce alla limpidezza della lotta per l’uguaglianza dei diritti, di un deplorevole<br>“regionalismo competitivo”.<br>Di fronte a una prospettiva tanto grave, vanno rigettati tatticismi, silenzi o distinguo di<br>convenienza elettoralistica.<br>Per questo auspichiamo che si ritrovi, prima che sia troppo tardi, quell’unità che<br>nell’estate del 2024 aveva portato un movimento vasto e plurale, da Nord a Sud, alla<br>raccolta di 1.300.000 firme per l’abrogazione della legge Calderoli n. 86/2024.<br>Chiediamo che anche le altre Regioni, a partire da quelle meridionali, si associno<br>all’impegno assunto dai Presidenti Decaro e Fico per far valere davanti alla Corte<br>Costituzionale l’interesse generale e i principi di solidarietà, unità e indissolubilità della<br>Repubblica.<br>Chiediamo ai sindaci e alle sindache di alzare la voce, informare le proprie comunità e<br>assumere iniziative concrete contro qualsiasi processo di ulteriore divisione del Paese.<br>Perché non è una questione che riguarda soltanto il Mezzogiorno: riguarda l’Italia intera.<br>Al fianco di queste lotte e iniziative dichiariamo il nostro impegno nel nostro territorio e<br>insieme ai Comitati e al Tavolo Nazionale “No Autonomia differenziata”, dei quali siamo da<br>anni parte attiva.</p>



<p>8 settembre 2026</p>



<p><strong>Per il Comitato di Puglia “Per l’unità della Repubblica”</strong></p>



<p><strong>Tonia Guerra<br>Eliseo Tambone</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/09/comunicato-stampa-del-comitato-di-puglia-per-lunita-della-repubblica/</link>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 10:20:11 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕.𝟑𝟎]]></title>
            <description><![CDATA[<p>𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞: 𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐮𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐬𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢?</p>



<p>ne parliamo con</p>



<p>𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 – 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚</p>



<p>𝐞</p>



<p>𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 – 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐞</p>



<p>introduce 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐚𝐢𝐧𝐨 – 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐍𝐨 𝐀𝐃</p>



<p>conclude 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐨 – 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐍𝐨 𝐀𝐃</p>



<p>𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐲𝐨𝐮𝐭𝐮𝐛𝐞 𝐥𝐢𝐯𝐞</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/@NoadogniAD/streams">https://www.youtube.com/@NoadogniAD/streams</a></p>



<p>per informazioni:&nbsp;<a href="mailto:noaogniad@gmail.com" target="_blank">noaogniad@gmail.com</a></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/04/%f0%9d%90%88%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9c%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%ad%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%9f%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%b3/</link>
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            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 11:33:23 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Settembre molto caldo per il Governo e le 4 Regioni che intendono confermare gli Schemi di intesa preliminare]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Settembre molto caldo per il Governo e le 4 Regioni che intendono confermare gli Schemi di<br>intesa preliminare. Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto chiedono l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica. </p>



<p>Il ministro Calderoli preme per arrivare all’approvazione, preferibilmente entro il 20 settembre (domenica 20 torna il grande raduno di Pontida).<br>Il Calendario è già pronto: Lombardia e Veneto in prima linea, Liguria a ruota, il Piemonte in<br>affanno. In Veneto: 1, 2, 3 settembre approvazione dopo l’adozione della legge regionale sul fine vita; in Liguria: primo settembre in Commissione, entro l’8 le audizioni, il 9 settembre discussione e voto in Consiglio Regionale; in Lombardia: il 26 agosto le Commissioni congiunte, mercoledì 2 settembre l’adozione della Risoluzione di maggioranza, il 10 l’esame in Consiglio Regionale e l’approvazione; in Piemonte: 3 settembre esame in Commissione degli Schemi e conclusione dell’iter entro fine mese.<br>La Lombardia nega le audizioni e vuole passare subito all’approvazione, d’altra parte Pontida<br>incalza. Il 2 settembre, alle 14.00, è in discussione anche la Petizione lombarda presentata il 16 dicembre 25. Quest’ultima collocata al secondo punto dell’o.d.g. e, quindi, indebolita ancora di più nel dibattito e nell’iter.<br>Con le mobilitazioni, si parte il 3 settembre a Torino – con un Presidio/Conferenza stampa, alle 14.00 (Palazzo del Consiglio Regionale – Via Alfieri 15, Torino – Palazzo Lascaris). Inaccettabile, dicono i promotori , che si violi la sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2024. Con tutte le urgenze gravi per il Paese si fa un altro passo verso l’aumento delle diseguaglianze, le privatizzazioni, la distruzione dei contratti nazionali, i clientelismi.<br>Il 10 settembre a Milano – Presidio (Grattacielo Pirelli – Piazza Duca d’Aosta 3, orario in<br>aggiornamento), si invita chi due anni fa ha firmato contro l’Autonomia differenziata, e in Lombardia la campagna per il referendum contro l’autonomia differenziata (Legge Calderoli, n. 86/2024) si era conclusa registrando una partecipazione straordinaria che ha collocato la regione tra le prime tre a livello nazionale per numero di sottoscrizioni.<br>Ci aspettiamo che si rompa il silenzio sulle trattative in corso, chiediamo alle opposizioni, agli<br>Enti Locali, ai Sindaci e alle Sindache, ai media di fare la loro parte. I Comitati, i Coordinamenti e le Associazioni che si sono impegnati/e a partire dal 2019, continuano e continueranno ad opporsi alla disgregazione dell’unità della Repubblica, all’aumento delle diseguaglianze e alla progressiva affermazione della ‘secessione dei ricchi’.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità dellaRepubblica e Tavolo No AD</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/02/settembre-molto-caldo-per-il-governo-e-le-4-regioni-che-intendono-confermare-gli-schemi-di-intesa-preliminare/</link>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:25:11 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[10 Settembre a MILANO]]></title>
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            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:39:06 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[3 Settembre a TORINO]]></title>
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            <category><![CDATA[eventi]]></category>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:37:08 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Lettera aperta alle rettrici e ai rettori delle università italiane]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/bambini_gazawi_per_sito.jpg"></p><p style="text-align: justify;">Per la sospensione dei rapporti di collaborazione con le istituzioni israeliane coinvolte nel genocidio, nell'occupazione e nell'apartheid, e con la filiera bellica.</p>
<p style="text-align: justify;">L'università è l’istituzione deputata alla produzione critica del sapere e si fonda sui principi della cooperazione internazionale, della solidarietà tra i popoli e del pacifismo. In un contesto internazionale segnato da genocidi e da conflitti armati, da crimini di guerra e violazioni sistemiche del diritto internazionale, che coinvolgono attori statali e non statali, l'istituzione universitaria ha il dovere di dotarsi di strumenti normativi e procedurali adeguati a impedire che le proprie attività di ricerca e i propri accordi di collaborazione si traducano in un contributo, diretto o indiretto, alla violazione di tali principi fondativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò implica in primo luogo la definizione di criteri chiari per la sospensione o la cessazione dei rapporti istituzionali con soggetti responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Implica, in secondo luogo, una regolamentazione rigorosa delle ricerche e delle loro applicazioni dual use, in conformità con la Raccomandazione (UE) 2021/1700 della Commissione europea del 15 settembre 2021, relativa ai programmi interni di conformità per i controlli sulla ricerca riguardante prodotti a duplice uso.</p>
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            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/acc-comunicati/3059-lettera-aperta-alle-universita-italiane</link>
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            <category><![CDATA[boicottaggio accademico]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 09:01:43 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Sostegno alla petizione del comitato calabrese per bloccare le pre-intese sulla autonomia differenziata]]></title>
            <description><![CDATA[<p>I Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica,<br>l’uguaglianza dei diritti e il Tavolo NOAD plaudono all’iniziativa del comitato calabrese NOAD che, insieme al comitato Difendiamo la Costituzione di Lamezia Terme, ha promosso una petizione online (che preghiamo caldamente di sottoscrivere) per bloccare il processo di ratifica definitiva delle Intese preliminari tra il governo nazionale e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria su alcune materie pretestuosamente (alla luce della sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale) definite “non Lep”: previdenza complementare e integrativa, professioni, protezione civile, sanità. La petizione si rivolge poi al presidente Occhiuto e al Consiglio regionale calabrese, affinché ricorrano alla Corte<br>Costituzionale contro le Intese preliminari stesse; ciò che, come già annunciato, faranno le Regioni Puglia e Campania; con l’auspicio che ad esse, oltre la Calabria, si associno le altre Regioni guidate dall’attuale opposizione parlamentare.<br>La petizione – che si inserisce in continuità con le analoghe petizioni presentate lo scorso<br>inverno in Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania – appare particolarmente significativa, non solo perché coinvolge una Regione a guida centro-destra; ma anche perché il presidente Occhiuto, nel corso del lungo e tortuoso cammino per la realizzazione del progetto eversivo di rottura dell’unità della Repubblica attraverso l’autonomia differenziata, è parso caratterizzarsi per un profilo differente rispetto ai propri colleghi presidenti di Regione dello stesso schieramento politico. Ricordiamo, ad esempio, il suo plauso in occasione della sentenza 192/2024 della Consulta, che – tra le altre cose, come lo stesso Occhiuto aveva in precedenza ribadito in varie occasioni precedenti – vincolava l’autonomia differenziata alla definizione e garanzia dei Lep; che – come sappiamo – sono provvedimenti ben lungi dal verificarsi. Le evidenze espresse in corso di audizione da organismi quali l’Ufficio Parlamentare di Bilancio – nonché la semplice osservazione della realtà e delle condizioni<br>di vita – ribadiscono quello che da sempre i Comitati affermano: esiste un divario presumibilmente incolmabile – al netto di investimenti letteralmente straordinari, difficili da preventivare – tra garanzia dei diritti sociali in Calabria e nel Meridione rispetto alle Regioni del Nord, e nelle stesse Regioni del Nord tra territori urbanizzati e zone interne, tra periferie urbane e le zone gentrificate delle metropoli.<br>Le disuguaglianze sociali in tutto il Paese si aggraveranno a causa dell’autonomia<br>differenziata, che mira a rafforzare economicamente e socialmente le cosiddette ‘locomotive italiane’, cioè gli imprenditori delle Regioni del Nord, a scapito dei lavoratori e dei ceti meno abbienti.<br>L’autonomia differenziata mira alla secessione dei ricchi, concentrati nel Nord del Paese.<br>Per questo la petizione ha un respiro nazionale: perché chiama cittadini/e a dire no alle disuguaglianze sociali e ai divari territoriali; dicendo no all’autonomia differenziata, che renderà più ricchi i ricchi e darà più potere ai potenti. E’ necessario, come la petizione fa, far sentire la propria voce, mobilitare l’opinione pubblica per difendere l’unità della Repubblica, che è garanzia affinché chiunque – ovunque risieda e dovunque sia nato – goda degli stessi diritti civili, politici e sociali.<br>Due anni fa di questi tempi eravamo concentrati sulla raccolta di firme per il referendum per<br>abrogare la legge 86/24 (la cosiddetta Calderoli). In quell’occasione, come in tante altre (non ultimo il referendum sulla magistratura) il Sud ha fatto sentire la propria voce, apportando un contributo fondamentale a quella raccolta (per un referendum che purtroppo non è stato celebrato) e per la vittoria del No su quella sulla magistratura. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata e il Tavolo NOAD sono convinti che un eventuale consenso da parte delle regioni del Sud sull’Autonomia Differenziata non rappresenterebbe un plauso popolare, ma sarebbe il frutto di decisioni prese altrove. La petizione ha il merito indiscusso di chiedere al popolo calabrese innanzitutto un’esplicitazione chiara del proprio dissenso. E come tale va sostenuta e condivisa.<br><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e<br>Tavolo No AD</strong></p>



<p></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:53:44 GMT</pubDate>
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